Odisseo, Circe e il primo parco divertimenti della storia

Ho ritrovato dei racconti che dovevano confluire in La ragazza che divenne pesce (e altri miti di metamorfosi) (Mursia 2014) e che però non vi trovarono posto. Uno prendeva spunto dal famoso numero di magia con cui Circe trasformò in animali i compagni di Odisseo. E inizia così:

«Tutti sanno che Odisseo, sballottato da flutti marini e volontà divine, approdò un giorno nell’isola della potente maga Circe, figlia del dio Elio. E sanno anche che, giunto nel suo palazzo, vide i compagni miseramente trasformati in maiali, leoni, cani, pavoni e altro ancora, lui stesso scampando per un soffio a quella sorte. Quello che però nessuno sa è che, anni dopo, tornò a bussare a quella porta: come se la lezione non gli fosse bastata. 

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Gita al faro (Md’A9)

In viaggio verso uno dei luoghi più affascinanti e mitici del “mare dei Greci”: il faraglione di capo Dukato, sull’isola di Leucade, da dove — secondo la leggenda — gli amanti disperati si tuffavano nel mare sempre inquieto.

Dove si parla del più famoso di questi tuffi (quello della poetessa Saffo, disperatamente innamorata del bel pastore Faone), ma anche di Anacreonte, sirene, ordalie e delle paure legate al colore bianco

Per ascoltare gli altri episodi:

https://www.spreaker.com/show/la-memoria-dellacqua

Notturno di Poros (Md’A8)

Leucade, baia di Poros. Una notte di insonnia può capitare anche quando, dalla temperatura all’umore, tutto sembra perfetto. Così, in questa lunga notte si parla del mito di Eros e Psiche (seconda parte), dell’idea di felicità, di Leopardi e di alcuni film dei fratelli Cohen; quindi, guardando la meravigliosa stellata, e ripensando ad alcune splendide pagine di Melville, finalmente si prende sonno. Continua a leggere “Notturno di Poros (Md’A8)”

La vita sulle isole greche (Md’A7)

Secondo giorno a Lefkada (Leucade). Dove si riflette sul ritmo sempre simile ma incantatorio di una giornata su un’isola greca; si fa un inquietante incontro con una statua mutila del Museo archeologico; si va nella splendida spiaggia di Aghios Ioannis, con alle spalle tre antichi mulini a vento pronti a trasformarsi in giganti; e, infine, si percorre tutta l’isola verso i bianchi faraglioni della costa meridionale, trovando ospitalità in un campeggio immerso in un profumo divino

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L’isola dei topi (Md’A5)


Il quinto episodio di “”La memoria dell’acqua” racconta le ultime ore a Corfù. Si parla del monastero di Vlacherena ma soprattutto di Pontikonissi (l’isola dei topi) e delle sue leggende, di un famoso e lugubre quadro di Böcklin, della baia di Perama — teatro dei bagni notturni dei Durrell — e infine ancora di Nausicaa, ma non quella omerica bensì quella che si incontra nell'”Ulisse” di James Joyce.

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“La memoria dell’acqua”: un viaggio fra storie e miti delle isole greche

Il Classicista va in vacanza e non può che avere una meta: la Grecia e le sue isole. Le impressioni di questa vivificante immersione nelle acque e nelle terre del mito saranno registrate nel podcast intitolato “La memoria dell’acqua”: chi vorrà seguirlo, scoprirà presto che non si tratta di una guida turistica, ma piuttosto di un mix di storie, miti, letterature ed emozioni evocati dai paesaggi e dagli scenari incontrati — secondo la “linea editoriale” di questo blog. Insomma un viaggio “in cerca delle perle più preziose dei secoli trascorsi e dei tesori perduti degli antichi miti, scandagliando gli abissi dell’immaginario collettivo e della nostra psiche”, come pomposamente recita la sigla del podcast.

Prime mete del viaggio saranno le isole Ionie: Corfù, Leucade, Cefalonia e — inevitabilmente — Itaca.

Gli episodi, oltre che sul blog e sulla pagina Facebook, saranno disponibili a questo link: https://www.spreaker.com/show/la-memoria-dellacqua

Boreas: miti (e misteri) del vento che feconda, dall’antica Grecia al Rinascimento

La mitologia del dio del vento Borea è ricca di episodi interessanti, sia che aiuti gli Ateniesi a sconfiggere la flotta molto più potente dei Persiani o che rapisca e ami la figlia di un re. Approfondendo la simbologia di questo secondo episodio, si imbocca un cammino che porta molto lontano: fino al dogma del concepimento verginale di Maria e a un interessante dettaglio della “Primavera” di Botticelli.

PODCAST: l’uomo è una bolla (Homo bulla est)

A partire dal Rinascimento il motivo iconografico delle bolle di sapone si afferma come simbolo del carattere incerto ed effimero della vita umana, accanto ad altri elementi tipici delle “nature morte”, come il teschio, la clessidra, i fiori che appassiscono… Alla base di questa immagine c’è un antico proverbio — “l’uomo è una bolla — ben attestato negli autori greci e latini.

PODCAST: Abbracciare fantasmi ai tempi della DAD (didattica a distanza)

L’episodio si incentra sulla famosa immagine dell’eroe che, giunto all’Ade, cerca vanamente di abbracciare l’ombra di un caro estinto: Odisseo ci prova con la madre, Enea con la moglie e con il padre, Dante con l’amico Casella. Qualcosa di questa immagine pare talvolta riaffiorare oggi, nella sua metamorfosi tecnologica, in relazione alle complesse situazioni create dalla DAD: la didattica a distanza.

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