Musica latina (o quasi)

Questa storia (diventata già leggenda in un virtuale battito di ciglia) del professore che, al ritorno delle vacanze, accoglie i suoi allievi proponendo loro una versione latina del tormentone dell’estate, mi ha molto divertito.
E mi ha anche piacevolmente sorpreso – ora che l’ondata di fama virale si ritira – non trovare nei vari social troppi spiacevoli relitti di quelle critiche (spesso tendenziose) che il web così tanto ama trasformare – nel battito di ciglia di cui sopra – in insulti e attacchi personali spesso feroci.
In questo caso credo sia perché, già a partire dal titolo, gli immancabili soloni della casella “COMMENTA” hanno subodorato la buona qualità della traduzione – che il resto del testo conferma, per esempio nella sapiente scelta di termini desunti dal latino ’parlato’.
Insomma, pur rimanendo alla superficie della vicenda, l’operazione pensata e promossa dall’ignoto professore (ma poi anche l’esito mediatico che l’ha ’suo malgrado’ coinvolto) fa intuire in lui un mix di ’sympatheia’, preparazione e talento comunicativo che forse non è moneta comune, nelle aule dei nostri licei.
La vicenda fra l’altro ha fatto affiorare il ricordo di un’altra meravigliosa incursione del latino nel mondo di spotify. Qualche anno fa, infatti, i Virginiana Miller – band molto apprezzata e premiata dalla critica – registrarono un videoclip di una loro canzone che, per qualche straordinaria ragione, hanno poi voluto sottotitolare … in latino! E che latino raffinato e musicale poi (con continui e sapienti riferimenti, questa volta, al lessico ecclesiastico) … La canzone si intitola La carezza del papa e fa parte dell’album Il primo lunedì del mondo.

(Qualche apposita ricerca, mi ha permesso di scoprire poi che Simone Lenzi – leader della band – nel suo curriculum di scrittore vanta anche una traduzione di Marziale per una prestigiosa rivista di studi antichi).
Sarà vera fama, dunque, per questo promettente filone della ’musica latina’? Chissà, di questo passo, potremo addirittura aspettarci che il bravo e simpaticissimo Lorenzo Baglioni, dopo aver spiegato in musica le leggi di Keplero, si ricordi anche dei problemi causati ai nostri ragazzi dall’ablativo assoluto, o dal gerundivo.

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