Come nasce una bufala (dai “Caratteri” di Teofrasto)

Uno storico, un filologo, un critico letterario … insomma ogni ’umanista’ degno di questo nome è cresciuto nella palestra delle fonti; e dunque sa che, invece, grazie a internet, google, facebook si sono creati i presupposti perfetti — oltre che per straordinarie acquisizioni intellettuali e sociali — anche per la costruzione di un mondo in cui non solo la virtualità ha la stessa dignità rispetto alla realtà ma la falsità lo stesso peso rispetto alla verità.

Bastava spostare poco a poco sullo sfondo (magari fino a farle scomparire) la questione delle fonti, la preoccupazione per la definizione di uno stemma codicum, la precisione sulla punteggiatura, l’importanza di una traduzione — il cuore degli studi umanistici, appunto. Bastava schiacciare ogni approfondimento (e profondità) in una comunicazione tanto vasta quanto superficiale e incontrollata.
Sì, sto parlando delle bufale. Del resto si moltiplicano le occasioni di parlarne, e in relazione a casi sempre più eclatanti. E non è che l’inizio, dal momento che appunto questa è una delle regole non scritte (ma fondamentali) dei nuovi media: il criterio di verità di per sé non gode di nessuna precedenza o superiorità rispetto a quello dei “like” o dei testimonial.
Oddio, ma perché mi sono messo a parlare di massimi sistemi? Volevo soltanto ricordare un divertente passo dei Caratteri, in cui Teofrasto mette in scena il meccanismo semplicissimo della nascita di una bufala — attraverso il personaggio del bugiardo:

«“Ma dai, che dici? Davvero non hai sentito nulla? Sembra che dovrò essere io a metterti al corrente delle novità”. E ha sempre a disposizione un soldato o un servo del flautista Astea o l’impresario Licone giunto proprio adesso dalla battaglia, dai quali dice di avere ascoltato tutto. Dunque le fonti dei suoi discorsi sono tali che nessuno potrebbe dubitarne. E non smette di dire che questi dicono che Poliperconte e il re hanno vinto la battaglia e che Cassandro è stato fatto prigioniero. E se qualcuno gli chiede: “E tu ci credi?” dirà che sì, infatti in tutta la città si rumoreggia della cosa, e la notizia prende sempre più consistenza, e tutti concordano nel dire esattamente le stesse cose della battaglia …»

Ma è tutto soltanto una bufala, nata dalla mente di un bugiardo, appunto, o — più probabilmente — da qualche suo interesse.

bufale

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