Per i cento anni di Giorgio Colli

Fra i libri più belli nella mia libreria (anche esteticamente, poiché lo possiedo – non ricordo perché –  in un’edizione di lusso) ci sono i  volumi di “La sapienza greca” di Giorgio Colli (1917-1979).

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In quest’opera imponente e purtroppo incompiuta  l’autore – che festeggerebbe cento anni proprio oggi – ha raccolto, tradotto e commentato non solo i frammenti dei Presocratici ma anche il materiale (a volte rarissimo) che risaliva a forme di sapienza ’alogica’, in stretta relazione con la sfera della religione. Si pensi al sottotitolo del primo dei volumi che Colli riuscì a pubblicare: “Dioniso. Apollo. Eleusi. Orfeo. Museo. Iperborei. Enigma”.
Per spiegare il senso e il profondo significato culturale alla base di questa visione della grecità arcaica (e non solo) lascio la parola alla sua introduzione:
Perché da Dioniso faccio cominciare il discorso sulla sapienza? Con Dioniso, invero, la vita appare come sapienza, pur restando vita fremente: ecco l’arcano. In Grecia un dio nasce da un’occhiata esaltante sulla vita, su un pezzo di vita, che si vuole fermare. E questo è già conoscenza. Ma Dioniso nasce da un’occhiata su tutta la vita: come si può guardare assieme tutta la vita? Questa è la tracotanza del conoscere: se si vive si è dentro a una certa vita, ma voler essere dentro a tutta la vita assieme, ecco, questo suscita Dioniso, come dio onde sorge la sapienza

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Se poi, anche solo da queste poche parole, qualcuno cogliesse la decisiva influenza del pensiero di Nietzsche nell’opera del Colli, non sarebbe affatto in errore.
Colli è stata una grande e complessa  figura di studioso. Se per trent’anni ha tenuto la cattedra di storia della filosofia antica all’Università di Pisa, pubblicando importanti traduzioni di Aristotele e Platone, ciò non toglie che il suo contributo più importante alla storia della filosofia sia considerato l’edizione critica italiana di tutte le opere e le lettere proprio di Nietzsche.

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Per tacere dei molti altri contributi al mondo dell’editoria culturale (in quegli anni davvero prestigiosa), sempre apportati con una certa silenziosa modestia, oltre che con la grande competenza che ha fatto di lui uno dei più grandi studiosi italiani sulla scena internazionale.
Per saperne di più, da non perdere questa intervista su youtube e anche un lungometraggio in cui appare anche il grande Carmelo Bene.

 

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