La presenza di Foscolo a Zante

Quante sono le isole del Mediterraneo, anzi no, del mondo intero che possono vantare di essere state immortalate sotto forma di apostrofi e/o personificazioni in una poesia tradotta in centinaia di lingue?
Non molte a mia memoria. E invece la piccola Zante — o Zacinto, alla greca — gode di questo eccezionale privilegio grazie al sonetto di uno dei suoi figli migliori, Ugo Foscolo:

«… Zacinto mia, che te specchi nell’onde
del greco mar da cui vergine nacque
Venere, e fea quelle isole feconde
con il suo primo sorriso …»

Foscolo1.jpg

Diciamoci la verità, però: quanti ancora, avendo un’oretta di tempo da sottrarre al logorio della vita moderna, vanno a prendere e rispolverare i Sonetti o i Sepolcri dagli scaffali (più) alti della  libreria? E procedendo nella confessione, come negare che, anche avendole aperte, non poco di quelle pagine risulta difficile da comprendere e spesso non risponde più al nostro gusto?
Eppure il sonetto in questione sa ancora parlare, e forte, all’uomo che, nelle sue preziosissime ferie, facendo lo slalom fra un volo low cost e l’altro, cercando il suo posto fra gli studios che ne hanno cementificato le coste, alla fine sbarca sull’isola che diede i natali al poeta italo-greco. Sa ancora parlare, in particolare, al turista che, in certi momenti forse sempre più rari, magari al tramonto quando i bagnanti iniziano a sfollare, rimane solo in contemplazione di quel miracoloso mare – avvertendone così forte la bellezza, da rimanere in una specie di estasi, senza parole.

zacinto3

Proprio per soccorrerlo in quell’attimo di smarrimento al di là del tempo e sottrarlo alle secche di quel silenzio, il Foscolo ripensando a quel mare aveva trovato le parole giuste da prestare a futuri contemplatori di quell’ineffabile spettacolo (non servono a questo, i poeti?):
«sacre sponde»
Ma certo, la vista del mare così, in quel momento è né più né meno un’esperienza di sacralità, converrà quel turista. Per poi magari aggiungere: «Un attimo, però, perché in quella sacralità c’è qualcosa di più specifico: un senso di vitalità e di rinascita che … »
E allora ancora una volta il Foscolo gli andrà incontro, evocando con le parole perfette il concetto mancante:
«la vergine Venere»
Ma certo!, è proprio la divinità dell’amore nel suo senso ’universale’, la dea dell’unione e della creazione che sembra di potere avvertire in luoghi come questi, in certi momenti, nella vista delle placide onde, nei profumi nell’aria, come se fosse … come se fosse …
Forse «un sorriso
Ma certo! Il sorriso di Venere, non potevi dirlo meglio … mi ripeti il tuo nome?
Foscolo, Ugo Foscolo.
E allora, messo ordine nelle sue idee e nei suoi sentimenti, l’uomo del Terzo Millennio sospirerà, e si riprometterà di tornare un giorno lì, a godere ancor una volta di quel momento. Magari addirittura – penserà per un istante – a riposare per sempre lì, in un giorno lontanissimo.

C’è un bel monumento funebre, a Zante, dedicato a Foscolo:

Zante6.jpgMa soprattutto – se le mie fonti sono affidabili – dall’anno scorso è stato inaugurato una bella biblioteca-museo proprio sul luogo in cui sorgeva la sua casa natale, distrutta prima dalle bombe della seconda guerra mondiale e poi dal devastante terremoto del 1953.
Tutto è importante, tutto è gradito ciò che aiuta a tenere in vita la memoria del Foscolo e delle sue meravigliose parole. Perché non diventino, un giorno, come il famoso relitto spiaggiato sulle sacre sponde di quell’isola.

ZACINTO1
(Dedico questo post a Siro, che tanto ama quel mare e quel Poeta e che anche lui compie gli anni oggi — moltissimi di meno rispetto al Foscolo)

2 risposte a "La presenza di Foscolo a Zante"

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