Pavese nello specchio di Orfeo

Il classicista

Non so quanto siano ancora letti i Dialoghi con Leucò, capolavoro di Cesare Pavese pubblicato nel 1947; quanto, per esempio, i professori ne consiglino la lettura ai loro studenti. Per ovvi motivi non sarà come fino al XX secolo, che quel libricino era irrinunciabile nella biblioteca di un intellettuale (e ancora questo termine non era così fuori corso e tedioso).

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La verità, ditemi, sulle “grottesche”

Rileggendo il capolavoro di Michail Bachtin su “L’opera di Rabelais e la cultura popolare“, a un certo punto — fra maschere carnevalesche, buffoni, corpi grotteschi, banchetti pantagruelici e disumani e poi, a profusione, bocche e altre parti anatomiche spalancate e provocanti — mi sono ritrovato davanti al mondo meraviglioso e incantato delle “grottesche”. Continua a leggere “La verità, ditemi, sulle “grottesche””

L'”homo bulla” nel Satyricon di Petronio

C’era una volta un post — tanto tempo fa — in cui raccontavo il fascino di un libro dedicato a quel tipo specifico di natura morta (o meglio “vanitas”) definito “homo bulla” dagli storici dell’arte: le rappresentazioni pittoriche o a stampa, cioè, in cui la caducità della vita umana veniva simbolicamente rappresentata dalla vita breve, fragile e illusoria delle bolle di sapone. Continua a leggere “L’”homo bulla” nel Satyricon di Petronio”

Consiglio per una calda sera d’estate, davanti al mare greco

Un altro bellissimo diario di viaggio in Grecia — accanto al più volte ricordato “Colosso di Marussi” di H. Miller — si deve a quello straordinario personaggio (e scrittore) che fu l’inglese Patrick Leigh Fermor. Si intitola “Mani. Viaggi nel Peloponneso” e fu pubblicato per la prima volta nel 1958, anche se gli eventi narrati risalgono ad alcuni anni prima (in italiano è tradotto da F. Salvatorelli per Adelphi). Continua a leggere “Consiglio per una calda sera d’estate, davanti al mare greco”

Alla ricerca dell’invisibile: storia dell’archeologa che portò alla luce Gournià

Uno dei capitoli più interessanti del libro che Giovanna Bandini ha dedicato ad alcune pioniere dell’archeologia al femminile nell’Egeo (ne ho già parlato qui, a proposito di Margherita Guarducci) è il terzo, in cui si ricostruisce il ruolo storico e il personaggio di una coraggiosissima americana: Harriet Boyd (1871-1945). Continua a leggere “Alla ricerca dell’invisibile: storia dell’archeologa che portò alla luce Gournià”

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